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Il suono dei Daft Punk (1993 – 2021)

Non è passato inosservato quando, lo scorso 22 febbraio, Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, le menti cascate che formavano il duo Daft Punk, hanno annunciato lo scioglimento del gruppo. Un’onda d’urto mediatica, raramente eguagliata, ha da allora attraversato il pianeta con numerosi omaggi, peraltro non necrologici. Ripercorriamo queste 28 annate di attivismo e i loro quattro album…

Alle origini

Nel 1992, è con il nome di Darlin’ che i due amici Thomas e Guy-Manuel, insieme a Laurent Brancowitz (futuro Phoenix), mettono in piedi il loro primo gruppo. Registrano subito il primo singolo a due brani, tra cui l’omonimo « Darlin’ ». Per la cronaca, a seguito di una recensione dell’inglese Dave Jennings sulla rivista Melody Maker, che definì la loro musica « Daft Punky Trash », nel 1993 adotteranno il nome Daft Punk, cioè « punk idiota » o letteralmente « stupido, miserabile ». La leggenda stava per cominciare per questo duo atipico, appena maggiorenne, che avrebbe influenzato un’intera generazione di musicisti desiderosi di crescere e trovare spazio nell’universo dorato della musica elettronica. Diventano rapidamente ambasciatori della French Touch, un suono caratteristico fatto di sample e ritmiche ispirate alla house filtrata e al disco/funk

Homework, un primo album che unisce

I primi successi arrivano presto, già nel 1995, con l’uscita del singolo che include « Da Funk » e « Rollin’ and Scratchin’ ». Nello stesso anno un’altra svolta essenziale per il duo è l’incontro con Pedro Winter, futuro manager e boss dell’etichetta Ed Banger, grande influenzatore del movimento French Touch. L’album Homework, che uscirà nel 1997, consacrerà per sempre il gruppo come fenomeno dal « suono live » potentissimo, avvolto nel mistero e robotizzato dalla presenza dei caschi, nonché colonna sonora della generazione « Rave » in omaggio alla house di Chicago.

Poi tre album in 20 anni

Segue nel 2001 il secondo album, Discovery, trainato da singoli ultra-efficaci come « One More Time » e « Harder, Better, Faster, Stronger », quindi nel 2005 arriva Human After All, un lavoro più cupo, in linea con il brano « Technologic ». Dopo l’uscita della colonna sonora di TRON: Legacy per Disney, nel 2013 sbarca Random Access Memories con il celeberrimo « Get Lucky », caratterizzato dal groove funky inconfondibile di Nile Rodgers e dalla voce di Pharrell Williams. 

Ambasciatori della French Touch

Questa corrente musicale nasce all’inizio degli anni ’90 e la sua prima ondata dura circa dieci anni, grazie a DJ e promoter come Eric Morand con l’etichetta Fnac Music Dance Division, oppure DJ Yellow e Bob Sinclar con la loro Yellow Productions. Tra i primi attivisti del movimento citiamo Dimitri From Paris, Alëem, Philippe Zdar e il progetto Motorbass, DJ Cam, La Funk Mob, St Germain, Étienne de Crécy e il suo Superdiscount, Alex Gopher, Kid Loco, Air… 
La particolarità di questa corrente francese è soprattutto il mix di stili provenienti dall’elettronica — house, trip hop, techno, dub e jungle — e l’uso massiccio di filtri e basse « acide ».
In un secondo momento, negli anni 2000, arriverà una seconda ondata di gruppi e DJ come Justice, Sébastien Tellier, David Guetta, Martin Solveig o Phoenix…

Epilogue

Il 22 febbraio scorso, la spiacevole notizia arriva tramite un comunicato, accompagnato da un video di quasi otto minuti, sobriamente intitolato Epilogue, in cui i due musicisti caschiati esplodono a turno nel mezzo di un deserto. Il video è un estratto del loro film Daft Punk’s Electroma del 2006, sullo sfondo di un passaggio del brano « Touch », uscito nel 2013. 
Si sente la frase « If love is the answer, you’re home », ovvero « Se l’amore è la risposta, sei a casa »
Operazione di marketing o vero sipario creativo?

6 strumenti essenziali per avere il suono Daft Punk 

  • Drum machine Roland TR-808 o la sua riedizione, la Roland TR-08.
  • Bassline Roland TB-303 o la sua riedizione la Roland TB-03.
  • Synth Moog Minimoog Voyager o i modelli più recenti, il One 8 voci, il Matriarch o il Subsequent 37.
  • Synth Roland JUNO-106 o la sua riedizione, il Roland JU-06A.
  • Controller (per lavorare sui filtri) Korg Kaoss Pad 3+ e Korg Kaossilator Pro+.
  • Vocoder Roland VP-330/350 o la sua riedizione Roland VP-03, ma anche il Korg microKORG.
synthés

Daft Punk in 5 brani

Around the World

One More Time

Da Funk

Lose Yourself to Dance

Derezzed (TRON: Legacy)

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