In questo articolo vi forniremo elementi chiave per conoscere e scegliere consapevolmente il o i microfoni di cui potreste aver bisogno, sul palco, in studio o in home studio. Come le testine dei giradischi, gli altoparlanti o le cuffie, i microfoni sono dei trasduttori, cioè convertitori di energia. Così, l’energia acustica, il suono, che colpisce la membrana viene convertita in energia elettrica. Questa viene amplificata e poi inviata a un altoparlante o a una cuffia, riproducendo il segnale originale nel modo più fedele possibile.
Iniziamo in questa prima parte parlando dei microfoni dinamici e dei microfoni a nastro. Completeremo molto presto, tra qualche giorno, questo panorama parlando dei microfoni a condensatore, a elettrete e USB.

Come funziona un microfono?
Esistono molti modi per convertire il suono in energia elettrica, ma oggi due grandi metodi sono i più usati: i tipi dinamico e a condensatore o elettrostatico (vedi prossimamente parte 2). I microfoni che utilizzano queste tecnologie sono quelli che si trovano più spesso in studio, sul palco, in radio o in produzione video. Vedremo che esistono anche altri tipi di microfoni, ricercati per registrazioni specifiche. La scelta di un microfono è molto importante perché si trova praticamente sempre all’inizio della catena di produzione audio. Se il microfono non riesce a catturare fedelmente la sorgente sonora, senza rumore o interferenze, nessun sistema a valle potrà produrre un suono di qualità.
Il microfono dinamico
È anche chiamato dinamico a bobina mobile, per il suo principio di funzionamento. La pressione sonora colpisce la membrana del microfono. Questa membrana è collegata fisicamente (con adesivo) a una bobina di filo. Il movimento dell’insieme avviene intorno a un magnete in grado di produrre un campo magnetico intenso. Si crea così una corrente indotta nella bobina, proporzionale alla pressione sonora esercitata sulla membrana. Il nome dinamico deriva quindi dal fatto che questo tipo di microfono può produrre corrente senza bisogno di energia esterna. I microfoni dinamici sono noti per la loro robustezza e affidabilità, rendendoli ottimi compagni per il palco. Il loro livello di uscita è abbastanza alto da funzionare direttamente nella maggior parte degli ingressi microfono di mixer, schede audio, offrendo un eccellente rapporto segnale/rumore. Non richiedono manutenzione regolare e, con un po’ di cura, mantengono le loro prestazioni per molti anni.

Sapevate che 🤓 ?
Un altoparlante funziona all’opposto di un microfono dinamico: il segnale elettrico fornito dall’amplificatore entra nella bobina collegata meccanicamente alla membrana dell’altoparlante e altera il campo magnetico creato dal magnete. Muovendosi, la membrana produce le vibrazioni che generano il suono. Questo significa che un altoparlante è anche un microfono dinamico, e alcuni sistemi di interfono sfruttano questa capacità!

È sicuramente uno dei microfoni vocali da palco più conosciuti e usati dal vivo in tutto il mondo. Indistruttibile, affidabile, ergonomico, ha conquistato tutti i cantanti grazie a una fedeltà audio eccellente, un suono chiaro e morbido, mai aggressivo. Un microfono adatto anche a riprendere un amplificatore per chitarra, anche se a volte si preferisce il suo fratellino SM57, la cui forma si presta meglio a questo uso. Insomma, un microfono versatile!
Il microfono a nastro
Il suo funzionamento è simile a quello di un microfono dinamico, tranne per il fatto che la bobina mobile (che in realtà non è una bobina) è sostituita da un sottile nastro immerso nel campo magnetico di un magnete. Non ha bisogno di alimentazione per funzionare. La leggerezza della parte mobile permette una grande sensibilità e un’ottima risposta nelle alte frequenze, ma la sua impedenza molto bassa (dell’ordine di Ohm) richiede un preamplificatore di ottima qualità. Inoltre, è relativamente fragile, il che limita quasi esclusivamente il suo uso in studio, dove è apprezzato soprattutto per la sua capacità di registrare musica classica, grazie a un suono restituito che sembra più dolce rispetto ai microfoni dinamici o a condensatore.

L’elettronica di preamplificazione del SF-2 funziona con alimentazione phantom, un guadagno apprezzabile rispetto al suo predecessore, il SF-1. Il suo livello di uscita è equivalente a quello di un microfono elettrostatico a condensatore, il che permette di collegarlo a tutti i preamplificatori più diffusi. Il suo utilizzo è ideale per la ripresa di tutti gli strumenti dell’orchestra, voce compresa.

