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Novità

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Imparare gli accordi base della chitarra: la guida completa per iniziare bene

Cosa ricordare
  • I 8 accordi essenziali: Em, Am, D, G, C, E, A e Dm aprono la porta a migliaia di brani.
  • La posizione della mano sinistra (pollice dietro il manico, dita arcuate) condiziona la pulizia del suono molto più della forza applicata.
  • Lavorare sulle transizioni tra accordi conta più che moltiplicare gli accordi: meglio 4 accordi fluidi che 10 incerti.
  • Una chitarra ben regolata (azione bassa, corde nuove) fa risparmiare settimane a un principiante.

Ricordo la mia prima lezione: 30 minuti a cercare di far suonare un Do maggiore pulito, e niente. Solo corde smorzate. Da Woodbrass accompagniamo ogni giorno chitarristi alle prime armi, e c’è una costante: chi progredisce più velocemente non lavora 4 ore al giorno, ma lavora i giusti accordi, nell’ordine giusto. Questa guida raccoglie quelli da padroneggiare prioritariamente, con i trucchi per le diteggiature e gli errori classici da evitare.

Perché iniziare dagli accordi aperti?

Gli accordi aperti (o accordi “da cowboy”) si suonano nelle prime posizioni del manico e utilizzano corde a vuoto. Suonano ricchi, risuonano bene, e sono accessibili per dita ancora poco muscolose. Prima di pensare ai barré, è da qui che bisogna partire. Bob Dylan, Ed Sheeran, Noel Gallagher: tutti hanno costruito la loro carriera attorno a queste forme.

Buono a sapersi

Un accordo aperto utilizza almeno una corda a vuoto (non premuta). È questo che gli conferisce quel suono ampio e brillante tipico del folk e del rock acustico. Al contrario, gli accordi barré soffocano tutte le corde con l’indice: più versatili, ma molto più impegnativi per iniziare.

Gli 8 accordi base da padroneggiare prioritariamente

Ecco la lista che do ai principianti che vengono a cercare la loro prima chitarra acustica da noi. Lavorali in questo ordine: dal più semplice al più impegnativo.

1. Mi minore (Em) — il più facile

Due dita, e basta. Medio (2) sulla 5ª corda al 2° tasto, anulare (3) sulla 4ª corda al 2° tasto. Le altre quattro corde suonano a vuoto. L’accordo perfetto per sentire cosa significa “suonare giusto”.

2. La minore (Am)

Un dito in più: indice (1) sulla 2ª corda al 1° tasto, medio (2) sulla 4ª corda al 2° tasto, anulare (3) sulla 3ª corda al 2° tasto. La corda del Mi basso non si suona.

3. Re maggiore (D)

Primo accordo un po’ impegnativo. Tre dita strette sui tasti 2 e 3 delle corde acute. Si suonano solo le 4 corde più acute.

4. Sol maggiore (G)

Un accordo di una ricchezza incredibile, presente nel 50% dei brani pop-rock. Allunga la mano su tre tasti e richiede un po’ di flessibilità.

5. Do maggiore (C)

Il classico assoluto. Spesso il più frustrante perché richiede un’arcuatura perfetta delle dita per non smorzare la corda di Si a vuoto.

6. Mi maggiore (E), La maggiore (A), Re minore (Dm)

Una volta digeriti i primi 5, questi arrivano da soli. E è la versione maggiore di Em (un dito in più). A allinea tre dita al 2° tasto. Dm è la versione minore di D, perfetta per le ballate.

Consiglio

Posiziona le dita appena dietro il tasto, mai sopra né troppo lontano. Più sei vicino al tasto, meno devi premere forte. Gran parte delle corde che friggono viene da lì, non da una mancanza di forza.

La tecnica della mano sinistra: le basi

Prima di parlare di accordi, parliamo di mano. È qui che si risolvono il 90% dei problemi. Il pollice si posiziona dietro il manico, più o meno di fronte al medio. Non avvolto intorno. Le dita attaccano la corda con la punta, ben arcuate, perpendicolari al manico. Le unghie devono essere corte, altrimenti non riuscirai mai a premere correttamente. Il polso resta rilassato, leggermente abbassato sotto il manico per gli accordi che richiedono apertura.

Il vero segreto: lavorare sulle transizioni

Saper suonare un accordo è il 20% del lavoro. Passare da un accordo all’altro senza interrompere il ritmo è ciò che fa davvero musica. Il mio esercizio preferito: scegli due accordi (inizia con Em e Am), e passa dall’uno all’altro a 60 BPM, un accordo per battito, per 2 minuti. Poi aumenta a 80, poi 100.

La sequenza magica da conoscere a memoria: G – D – Em – C. Questa progressione si usa in Let It Be, No Woman No Cry, Don’t Stop Believin’ e in mille altri brani. Se la padroneggi, apri il repertorio.

Pro Tips

Individua le dita pivot: quando passi da C ad Am, il tuo indice resta esattamente nello stesso punto (2ª corda, 1° tasto). Quando passi da Em a C, l’anulare mantiene la posizione. Più identifichi questi ancoraggi, più le tue transizioni diventano rapide. È così che i professionisti suonano senza guardare il manico.

Gli errori da evitare quando si inizia

Voler andare troppo veloce. Imparare 15 accordi in una settimana senza padroneggiarne uno solo bene è il modo migliore per mollare. Tre accordi puliti valgono più di dieci incerti.

Premere come un forsennato. Se ti fanno male le dita dopo 5 minuti, stai premendo troppo forte. La vescica sulle dita sì, il crampo al polso no.

Trascurare lo strumento. Una chitarra mal regolata, con un’azione troppo alta e corde vecchie di tre anni, è un incubo anche per un professionista. Se la tua chitarra ti resiste troppo, falla regolare o cambia le corde.

Il consiglio Woodbrass

Per iniziare, punta su una chitarra folk con corde “light” (011 o 010) piuttosto che “medium”. Le tue dita ti ringrazieranno. Se sei indeciso tra folk e classica: la classica (nylon) è più dolce per le dita ma ha un manico più largo. La folk (acciaio) fa male all’inizio ma abitua meglio ai brani pop-rock che la maggior parte dei principianti vuole suonare.

Un piano di allenamento di 4 settimane

  • Settimana 1: Em, Am e le loro transizioni. 15 minuti al giorno bastano.
  • Settimana 2: Aggiungi D e G. Lavora soprattutto sulla sequenza G – D.
  • Settimana 3: Aggiungi C. Inizia la progressione G – D – Em – C in loop con un metronomo.
  • Settimana 4: E, A, Dm. Scegli un brano semplice che ti piace e imparalo dall’inizio alla fine.

FAQ – Imparare gli accordi base della chitarra

Quanto tempo serve per imparare gli accordi base?

Con 15-20 minuti al giorno, conta 4-6 settimane per padroneggiare gli 8 accordi aperti essenziali e le loro transizioni. La regolarità conta più della durata: 20 minuti al giorno battono sempre 3 ore nel weekend.

Perché le mie corde friggono quando suono un accordo?

Tre cause: premi troppo lontano dal tasto, le dita non sono abbastanza arcuate, o la chitarra ha un’azione troppo alta. Controlla in quest’ordine prima di concludere che sia una mancanza di forza.

Serve imparare la teoria musicale per suonare gli accordi?

No, non all’inizio. Puoi suonare centinaia di brani conoscendo solo i diagrammi degli accordi. La teoria diventa utile più avanti, per comporre o improvvisare. Inizia con le dita, la testa seguirà.

Con quale accordo iniziare assolutamente?

Mi minore (Em), senza dubbio. Due dita, tutte le corde si suonano, e suona subito “grande” e musicale. L’accordo perfetto per prendere fiducia fin dalla prima lezione.

Quando passare agli accordi barré?

Quando riesci a collegare bene gli 8 accordi aperti al tempo, senza guardare le dita. In genere, dopo 2-3 mesi di pratica regolare. Iniziare troppo presto è la principale causa di abbandono: i barré richiedono una mano già muscolosa.

Andare oltre con la chitarra giusta

Un ultimo punto che ripeto in negozio: il miglior acceleratore di progresso è una chitarra che ti dà voglia di prenderla in mano. Non serve puntare alla Martin da 3000 €, ma uno strumento ben regolato cambia tutto. Dai un’occhiata alla nostra selezione di chitarre per principianti: modelli testati e approvati dal team, in tutte le fasce di prezzo.

Tocca a te suonare

Padroneggiare gli accordi base è una serie di piccoli clic: il primo Do pulito, il primo passaggio da G a D senza pensare, il primo brano suonato dall’inizio alla fine. Tieni la chitarra a portata di mano (non riposta nella custodia), e suona un po’ ogni giorno. Tra due mesi non riconoscerai il chitarrista che sei oggi.

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