
- I Rolling Stones hanno tenuto più di 2.000 concerti dal 1962, diventando la più grande macchina live nella storia del rock.
- Il concerto di Hyde Park nel 1969 ha segnato una svolta storica, tra omaggio a Brian Jones e nascita di una leggenda scenica.
- A Copacabana nel 2006 hanno suonato davanti a 1,5 milioni di persone, uno dei più grandi concerti gratuiti mai organizzati.
- Il loro show all’Avana nel 2016 ha simboleggiato l’apertura culturale di Cuba al rock, davanti a 500.000 cubani in delirio.
Spesso nel team Woodbrass si è discusso su quale sia IL miglior concerto degli Stones. Altamont per il caos, Hyde Park per l’emozione, Copacabana per la grandiosità? Impossibile decidere, e questa è la prova che questo gruppo è fuori categoria.
Da più di sei decenni, i Rolling Stones calcano i palchi di tutto il mondo con un’energia che le leggi della fisica faticano a spiegare. Oltre 2.000 concerti, milioni di spettatori, riff impressi nella memoria collettiva. Un ritorno su cinque concerti mitici.
Hyde Park, 1969: il concerto che ha cambiato tutto
Il 5 luglio 1969, Hyde Park a Londra ospita tra 250.000 e 500.000 persone per un concerto gratuito che entrerà nella storia del rock. Gli Stones non suonavano in pubblico da due anni. La band doveva presentare il nuovo chitarrista, Mick Taylor, appena reclutato per sostituire Brian Jones. Ma il destino ha deciso diversamente: due giorni prima, Jones è stato trovato morto nella sua piscina. Il concerto di presentazione si trasforma in un concerto d’addio.
L’immagine resta iconica: Mick Jagger, vestito con un abito bianco firmato Michael Fish, legge versi del poeta Shelley davanti a una folla raccolta. Poi migliaia di farfalle bianche vengono liberate nel cielo londinese. Il set inizia con una cover di Johnny Winter, prosegue con «Jumpin’ Jack Flash» suonata live per la prima volta, e si conclude con un «Sympathy for the Devil» di 18 minuti accompagnato dai percussionisti africani di Ginger Johnson.
È in questo concerto che Sam Cutler, il maestro di cerimonie, pronuncia per la prima volta la frase mitica: «The greatest rock’n’roll band in the world». Un soprannome spontaneo che rimarrà per sempre agli Stones.
Keith Richards ammetterà più tardi che quel giorno la band aveva suonato in modo piuttosto approssimativo, arrugginita da due anni senza palcoscenico e turbata dal lutto. Ma poco importa. L’emozione pura, l’ampiezza della folla e la simbologia del momento hanno trasceso la musica. Hyde Park 1969 è il passaggio degli Stones da «gruppo rock popolare» a «leggenda vivente». Nientemeno.
Altamont, 1969: il giorno in cui il sogno si è spezzato
Sei mesi dopo Hyde Park, il 6 dicembre 1969, gli Stones chiudono il loro tour americano con un concerto gratuito al circuito di Altamont, in California. Circa 300.000 persone sono presenti, molti sperano in un «Woodstock della costa ovest». Il cartellone è pazzesco: Santana, Jefferson Airplane, Crosby Stills Nash & Young. Ma nulla va come previsto.
La decisione di affidare la sicurezza agli Hells Angels — in cambio di 500 dollari in birra — si rivela disastrosa. La violenza cresce durante tutta la giornata. Marty Balin dei Jefferson Airplane viene stordito da un Angel durante il set. I Grateful Dead rifiutano di salire sul palco. Quando gli Stones iniziano «Sympathy for the Devil», le risse scoppiano davanti al palco. Il gruppo si ferma, riprende, si ferma ancora. Durante «Under My Thumb», Meredith Hunter, un spettatore di 18 anni, viene accoltellato a morte da un membro degli Hells Angels dopo aver estratto un’arma da fuoco.
Il documentario Gimme Shelter dei fratelli Maysles ha immortalato questa tragedia. La stampa lo ha definito il «giorno peggiore nella storia del rock’n’roll». Per molti è la data simbolica della fine dell’utopia hippie — un contrappunto brutale a Woodstock, solo quattro mesi dopo il festival della pace e dell’amore.
Un dettaglio che i fan adorano: è ad Altamont che «Brown Sugar» è stata suonata per la prima volta dal vivo. Il brano era stato registrato in studio solo due giorni prima, nei mitici Muscle Shoals Studios in Alabama. Un pezzo che diventerà uno dei più grandi classici degli Stones, nato nel caos.
Tour americano 1972: gli Stones al loro apice
Se dovessi scegliere un solo tour per illustrare gli Stones al massimo della loro arte, sarebbe probabilmente quello del 1972. Il gruppo ha appena pubblicato Exile on Main St., un doppio album grezzo, bluesy e assolutamente geniale. Sul palco, Mick Taylor è ormai pienamente integrato e le sue linee di chitarra aggiungono una dimensione in più al suono della band. È il miglior strumentista che gli Stones abbiano mai avuto, e si sente.
Il tour fa tappa nelle più grandi sale americane. I concerti al Madison Square Garden di New York sono documentati nel film Ladies and Gentlemen… The Rolling Stones, restaurato nel 2010. Il suono è massiccio: una sezione fiati debutta con la band negli USA, Nicky Hopkins si unisce a Ian Stewart al piano, e Stevie Wonder apre con un’energia folle. La versione di «Midnight Rambler» suonata in questi show è considerata da molti la migliore di tutta la loro carriera. È inclusa in Get Yer Ya-Ya’s Out!, che il critico Lester Bangs ha definito il miglior album live mai registrato.
Il suono degli Stones è prima di tutto il matrimonio tra le Fender Telecaster di Keith Richards e le chitarre del suo complice. Keith suona principalmente la sua leggendaria Telecaster «Micawber» (un modello del 1953 modificato con un humbucker Gibson al manico) in open tuning di sol, con solo cinque corde. Vuoi avvicinarti a questo timbro inimitabile? Scopri la nostra selezione di chitarre Telecaster su Woodbrass e i nostri amplificatori valvolari per ritrovare quel crunch organico e caldo.
Copacabana, 2006: 1,5 milioni di persone sulla sabbia
Il 18 febbraio 2006, una settimana prima del Carnevale, i Rolling Stones invadono la spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro per un concerto gratuito assolutamente smisurato. Il numero fa girare la testa: 1,5 milioni di spettatori ammassati sulla sabbia e nelle strade adiacenti. È uno dei più grandi raduni musicali della storia, punto e basta.
La band è nel pieno del tour A Bigger Bang. Jagger arriva con una maglietta con i colori della bandiera brasiliana e si rivolge alla folla in portoghese — un gesto che scatena l’isteria collettiva. Il set di 20 brani si apre con «Jumpin’ Jack Flash» e si conclude con «(I Can’t Get No) Satisfaction», con in mezzo un condensato di tutto ciò che rende potenti gli Stones dal vivo. Il Brasile è terra di conquista per la band dagli anni ’60, e Jagger ha un legame personale con il paese.
La scenografia è monumentale: un impianto scenico visibile dall’altra parte della spiaggia, schermi giganti e un sistema audio calibrato per coprire 2,5 chilometri di costa. Più di 10.000 poliziotti e soccorritori sono mobilitati.
Il concerto di Copacabana è stato completamente restaurato e rimasterizzato con il titolo A Bigger Bang: Live on Copacabana Beach, con quattro brani inediti aggiunti. Se vuoi immergerti nell’atmosfera, è chiaramente uno dei migliori documenti live degli Stones dell’era post-2000.
L’Avana, 2016: il rock abbatte i muri
Il 25 marzo 2016, i Rolling Stones suonano per la prima volta a Cuba. E non è un piccolo concerto in un club: è uno show gratuito al complesso sportivo Ciudad Deportiva de L’Avana, davanti a circa 500.000 cubani in delirio. Per un paese dove il rock occidentale è stato mal visto (se non censurato) per decenni dal regime castrista, l’evento è propriamente storico.
Il contesto politico aggiunge un ulteriore significato. Pochi giorni prima del concerto, Barack Obama è diventato il primo presidente americano a visitare Cuba dopo quasi 90 anni. Il concerto era inizialmente previsto per il 20 marzo ma è stato spostato al 25 — che cadeva di Venerdì Santo. Il Vaticano ha tentato di far rinviare lo show. Jagger e gli Stones? Hanno suonato comunque. Rock’n’roll, te lo diciamo.
Mick apre il concerto in spagnolo: «¡Hola Habana! Buenas noches, mi gente de Cuba!» La folla esplode. Fan di tutte le età sono presenti, alcuni arrampicati sugli alberi per vedere il palco. Molti non avevano mai assistito a un concerto rock. Un guardiano notturno di 62 anni confesserà di aver nascosto i suoi dischi degli Stones per anni in copertine di artisti cubani «approvati» dal regime. Il documentario Havana Moon, diretto da Paul Dugdale, cattura tutta la magia di quella serata.
A margine del concerto, gli Stones hanno lanciato un’iniziativa «musician-to-musician»: strumenti musicali sono stati donati a musicisti cubani da grandi produttori. Un gesto che va ben oltre un semplice show. Se anche tu vuoi fare un gesto per la musica, dai un’occhiata al nostro reparto chitarre elettriche o batterie acustiche su Woodbrass.
E dopo?
Con più di 60 anni di carriera sul palco, i Rolling Stones hanno dimostrato una cosa: il rock’n’roll non va in pensione. Dalla poesia funebre di Hyde Park al caos di Altamont, dall’estasi brasiliana di Copacabana alla rivoluzione dolce de L’Avana, ogni concerto racconta una storia più grande della musica stessa. Questi cinque momenti non sono solo concerti — sono capitoli della storia culturale del XX secolo.
E tu, se dovessi vedere gli Stones dal vivo, quale brano vorresti sentire per primo? «Satisfaction» per il brivido originario, «Gimme Shelter» per l’intensità pura, o «Midnight Rambler» per la masterclass blues? Non importa la risposta: finché Keith impugna la sua Telecaster e Mick prende il microfono, la magia funziona. It’s only rock’n’roll — but we like it.
Fonti
- uDiscover Music – Hyde Park, 5 luglio 1969: un momento che ha definito i Rolling Stones
- Wikipedia – Altamont Free Concert
- Billboard – Tutti i tour dei Rolling Stones, classificati
- Wikipedia – The Rolling Stones: Havana Moon
- Ultimate Classic Rock – Quando i Rolling Stones suonarono per 1,5 milioni di fan

