Se questa selezione dei migliori synth ci trasporta in un mondo futuristico, ci fa soprattutto viaggiare nelle vie dello spazio grazie ai suoi suoni cosmici. Dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Francia all’Inghilterra, i costruttori si sfidano in ingegnosità per fornirci strumenti con sonorità multiple che toccano le anime. Venite a unirvi a noi in questo confronto dei migliori synth del momento.
Minilogue XD o mini-Prologue a quattro voci? Ecco la domanda. Questa nuova versione del synth ha infatti abbandonato il filtro del Minilogue per adottare quello del Prologue. Il Minilogue XD è progettato per suonare in modalità polifonica, la sintesi impiegata è ibrida analogica e digitale con due VCO a onde variabili modulabili, identici al Prologue, più il Multi Engine che aggiunge un terzo oscillatore. Il motore sonoro è dotato di tre tipi di generatori di suono (Noise, VPN e slot utente). Gli effetti digitali sono di alta qualità grazie a un DSP a 32 bit e il synth beneficia di accordatura automatica e manuale per ogni tasto. Rispetto al Minilogue, il XD aggiunge un’uscita stereo, un ingresso pedale, ingressi CV / Gate ma rimuove l’ingresso audio verso il filtro.
Punti di forza
- Motore sonoro ibrido
- Simile al Prologue
- Filtro a due poli
Punti deboli
- Scomparsa dell’ingresso audio del Minilogue
Più di vent’anni dopo la sua fondazione, e nel seguito del successo dei Mini, Micro e MaxiBrute, la società di Grenoble Arturia si dedica questa volta al synth analogico polifonico (2 VCO sub-oscillatore, 2 VCF e VCA). Il PolyBrute è dotato di 61 tasti sensibili alla velocità e all’aftertouch per sei voci di polifonia e mantiene il concetto della matrice di modulazione con 12 sorgenti e 32 destinazioni controllate da una tastiera di 12 x 8 pulsanti multicolore. È anche dotato di un sequencer polifonico a 64 step, un arpeggiatore fino a 32 voci e un altro matriciale. Sul pannello frontale ci sono molti potenziometri, encoder, cursori, pulsanti e il Morphée, un pad tattile 3D in legno i cui movimenti sono rappresentati sullo schermo OLED.
Punti di forza
- Polifonico a sei voci
- Matrice di modulazione
- Morphée
Punti deboli
- Assenza di CV / Gate
Il Subsequent 37 è un synth analogico parafonico sulla scia del Sub Phatty con un’ottava in più, un pannello ricco di comandi diretti e una tastiera semi-pesata dinamica con aftertouch. Il suo generatore di suono include due VCO a forme d’onda variabili, un sub-oscillatore, un generatore di rumore e un segnale audio esterno. Il filtro VCF passa-basso a 4 poli (commutabile da 1 a 4) è identico a quello del Sub Phatty e integra il MultiDrive. Il Sub 37 dispone anche di un sequencer programmabile step-by-step per pattern utente di 64 step. Il suo arpeggiatore è dotato di tap tempo, modalità latch con possibilità di aggiungere note in un’estensione di arpeggi di più o meno due ottave e numerosi pattern di lettura (su, giù, casuale, ecc.).
Punti di forza
- Il suono Moog
- Arpeggiatore / sequencer step-by-step
- Tastiera dinamica con aftertouch
Punti deboli
- Nessuna uscita CV / Gate, né pedali
Unite una tastiera di cinque ottave con due moduli sonori derivati dal Peak dello stesso produttore e otterrete il Summit, un synth ibrido di fascia alta di 11 kg che combina tecnologie digitali (oscillatori, modulazioni, effetti) e analogiche (filtri, amplificatori, saturazione). Il synth comprende 51 potenziometri, un encoder, otto cursori e 63 interruttori, mentre ogni voce del Summit può utilizzare tre oscillatori, due VCF multimodali, diversi stadi di distorsione e un VCA. Ogni oscillatore presenta quattro forme d’onda classiche (sinusoidale, triangolare, quadra e dente di sega) più 60 tabelle d’onda modificabili tramite un piccolo menu. Il Summit funziona in modalità bi-timbrica con due gruppi di uscite stereo per 16 voci di polifonia. Dispone di una matrice di modulazione con 22 sorgenti e 38 destinazioni e un arpeggiatore per layer con sette modalità di esecuzione.
Punti di forza
- Polifonico a 16 voci
- Cinque ottave
- Due uscite stereo
Punti deboli
- Assenza di sequencer step-by-step
Modal, specializzato originariamente nella produzione di sintetizzatori di fascia alta, è diventato un punto di riferimento nella sintesi a wavetable. Dopo i synth a modellazione analogica Skulpt e Argon 8, ecco il Cobalt 8 a otto voci di polifonia il cui motore sonoro si basa su 64 oscillatori divisi in Osc Group 1 & 2 contenenti ciascuno 34 algoritmi. La tastiera ha 37 tasti base, con una versione X a 61 note e l’espansore Cobalt M. Come l’Argon, il Cobalt 8 è sempre dotato di joystick metallico che offre quattro assi assegnabili, di uno schermo OLED, del sequencer polifonico in tempo reale a 512 note, di un arpeggiatore a 32 step e di tre blocchi effetti ma questa volta integra il MPE. Il Cobalt 8 è compatibile con l’app Modal in standalone e VST3 / AU.
Punti di forza
- Qualità degli algoritmi
- Tocco Fatar con aftertouch
- Disponibile in tre versioni
Punti deboli
- Modulazione poco precisa con il joystick
La ricerca di sonorità pre-digitali ha conosciuto negli ultimi anni un entusiasmo senza limiti, e ha fatto sviluppare l’uso dei synth analogici. Tutti i costruttori si sono messi all’opera per tentare di ricreare le loro macchine mitiche, alcuni con solide referenze come Roland, Korg o Moog mentre altri arrivano con meno anzianità ma altrettanto know-how nella modellazione analogica come Novation o Arturia. Ecco un top 5 speciale synth analogici.
Top 5 dei migliori synth analogici sotto i 700€
Primo semi-modulare nel formato Eurorack del precursore dei synth modulari, il Mother 32 del produttore americano Moog possiede un unico oscillatore che produce due forme d’onda sawtooth e pulse di cui una sola sarà accessibile senza patch, oltre a un filtro ladder LPF e HPF. Si può modulare la frequenza del VCO o la profondità della pulsazione con il LFO, sapendo che il patch offre 32 punti di connessione. La parte inferiore coperta di pulsanti serve a programmare il sequencer monofonico a 32 step che si estende su otto ottave potenziali con 64 slot di sequenze. Il Mother 32 riceve il MIDI Clock e converte il segnale in CV. Il modulo può essere montato in due o tre unità con un kit opzionale.
Punti di forza
- Suono analogico Moog puro e potente
- Sequencer integrato a 32 step con 64 slot memoria
- Integrazione modulare tramite patchbay a 32 punti
- Compatibile Eurorack (60 HP)
- Ingresso MIDI + convertitore MIDI/CV integrato
Punti deboli
- Ambiente semi-modulare che può confondere i principianti
Il JD-Xi, firmato Roland, è una tastiera leggera di 37 mini tasti con 128 voci di polifonia che integra un circuito analogico mono coesistente con una sintesi SuperNatural, una modalità Drum, un sequencer di pattern realtime/step-by-step, un arpeggiatore e un vocoder con un microfono fornito capace di trattare le formanti vocali come strumenti collegati all’ingresso. Il microfono dispone di un controllo di guadagno e i programmi del vocoder accettano accordi, la modalità Auto Pitch che corregge il segnale secondo una scala definita dall’utente e l’Auto Note che rileva la fondamentale in ingresso e la applica al pitch della parte synth. Il JD-Xi contiene otto banche di 64 preparazioni politimbriche a quattro voci.
Punti di forza
- Sintesi ibrida analogica + digitale SuperNATURAL
- Sequencer a 4 tracce integrato molto intuitivo
- Vocoder e effetti vocali con microfono a collo d’oca incluso
- Numerosi suoni pronti all’uso + arpeggiatore integrato
- Connettività completa (MIDI, USB audio/MIDI, chitarra, microfono)
Punti deboli
- Nessuna memoria per campioni utente
Evoluzione diretta del MiniBrute originale, il MiniBrute 2 combina la potenza analogica a un’architettura semi-modulare, offrendo un ponte verso l’universo Eurorack senza sacrificare l’accessibilità.
Con il suo oscillatore analogico con forme d’onda miscelabili, il filtro Steiner-Parker e il Brute Factor, firma sonora di Arturia, il MiniBrute 2 offre suoni potenti e incisivi, ma anche pad morbidi e bassi profondi.
Il patchbay a 48 punti apre la porta a una modulazione avanzata, senza necessità di patch per funzionare. Una scelta eccellente per musicisti che vogliono immergersi nel modulare mantenendo un flusso di lavoro diretto.
Funzionalità creative:
- 2 LFO assegnabili e un inviluppo AD ciclabile
- Sequencer step-by-step e arpeggiatore integrati
- Tastiera 25 tasti sensibile alla velocità con aftertouch
- Connessione USB, MIDI In/Out, audio, e pronto per Eurorack
Punti di forza
- Architettura semi-modulare ideale per l’esplorazione sonora
- Suono analogico intenso e versatile, da lead taglienti a pad texturizzati
- Patchbay a 48 punti per connettersi a un sistema Eurorack
- Filtro Steiner-Parker unico, molto colorato
- Sequencer e arpeggiatore integrati
- Qualità costruttiva robusta con scocca in metallo
Punti deboli
- Nessuna memoria preset
Arturia MiniBrute 2 BK
Evoluzione diretta del MiniBrute originale, il MiniBrute 2 combina la potenza analogica a un’architettura semi-modulare, offrendo un ponte verso l’universo Eurorack senza sacrificare l’accessibilità. Con il suo oscillatore analogico con forme d’onda miscelabili, il filtro Steiner-Parker e il Brute Factor, firma sonora di Arturia, il MiniBrute 2 offre suoni potenti e incisivi, ma anche pad morbidi e bassi profondi. Il patchbay a 48 punti apre la porta a una modulazione avanzata, senza necessità di patch per funzionare. Una scelta eccellente per musicisti che vogliono immergersi nel modulare mantenendo un flusso di lavoro diretto. Funzionalità creative: – 2 LFO assegnabili e un inviluppo AD ciclabile – Sequencer step-by-step e arpeggiatore integrati – Tastiera 25 tasti sensibile alla velocità con aftertouch – Connessione USB, MIDI In/Out, audio, e pronto per Eurorack
- Punti di forza
- Architettura semi-modulare ideale per l’esplorazione sonora
- Suono analogico intenso e versatile, da lead taglienti a pad texturizzati
- Patchbay a 48 punti per connettersi a un sistema Eurorack
- Filtro Steiner-Parker unico, molto colorato
- Sequencer e arpeggiatore integrati
- Qualità costruttiva robusta con scocca in metallo
- Punti deboli
- Nessuna memoria preset
Arturia MiniBrute 2 BK
Come scegliere bene il proprio sintetizzatore?
Che cosa sono la polifonia, la parafonia e la politimbralità?

La polifonia corrisponde normalmente al numero di note che possono essere suonate simultaneamente su uno strumento. Dipende anche dal numero di “voci”, cioè di oscillatori usati per ogni nota. La parafonia è l’equivalente della duofonia ma con un percorso comune attraverso lo stesso filtro e lo stesso circuito di amplificazione. Infine la modalità politimbrica (o multitimbrica) permette di usare più canali MIDI con suoni diversi.
I diversi tipi di sintesi

Diversi tipi di sintesi che possono generare il segnale sonoro si trovano sotto forma digitale o analogica in un synth. La più diffusa è la sintesi sottrattiva apparsa negli anni ’60. È costituita da una forma d’onda base generata da un oscillatore controllato in tensione (VCO) da cui si vanno a togliere le armoniche tramite un filtraggio (VCF) prima di modellare il comportamento del segnale nel tempo (ADSR). Esistono anche altri tipi di sintesi: granulari, FM, a wavetable, campionamento…
L’architettura sonora

I sintetizzatori si dividono in due categorie, i “modulari” e i “semi-modulari”. I primi descrivono un synth i cui moduli (VCO, VCF, VCA, generatori di inviluppo, ecc.) sono indipendenti e possono quindi essere collegati tra loro in modo completamente libero. I moduli sono solitamente “patchati” con cavi mini-jack. I secondi partono da un insieme di moduli dello stesso produttore che non possono essere cambiati e offrono nella maggior parte dei casi una configurazione pre-cablata.

